sabato, 23 febbraio 2008 un giro di blog, una volta all'anno o poco meno ancora me lo concedo.
mi manca un posto a cui affidare i miei pensieri, mi pare che questi anni che sono trascorsi mi abbiano solo portato indietro, ma se ci penso bene so che non è così.
un giorno, forse, ne parlerò.
per ora il solito saluto ai vecchi amici di blog: alcuni si sono persi, altri li ho ritrovati in posti diversi a distanza di anni.
anche se virtuale, anche questa è vita.
a presto.
messo nello scatolone da peix | | commenti mercoledì, 14 marzo 2007 altri mesi trascorsi dall'ultimo post, mesi in cui il blog non è più esistito nei miei pensieri.
adesso forse un ritorno di interesse, con la nuova linea veloce da casa, anzi in mobilità: con la vodafone e il mio mac posso navigare ovunque, anche dai giardinetti in centro, anche dalla montagna.
sarà il ritorno al blog o semplicemente una possibilità che sfrutterò diversamente?
gli interrogativi scorrono, si vedrà.
intanto un saluto ai vecchi amici di blog, ovunque voi siate adesso.
giovedì, 24 agosto 2006 è passato più di un anno dall'ultimo post.
e ovviamente in tutto questo tempo questo blog non l'ho più visitato, quasi come se facesse parte di un'altra vita che ormai ho superato e dimenticato.
eppure ogni tanto le sirene della scrittura, il richiamo dell'autoanalisi via blog, si fanno sentire e quindi mi verrebbe voglia di riportare in vita questo mio spazio: nuova grafica, nuovi argomenti da scrivere.
nuovo tempo da dedicare al mio mondo virtuale fatto di piccole confidenze e commenti su quanto mi accade intorno.
poi però vedo come è diventato splinder, troppo "complicato" per la mia regressione tecnologica in atto, troppo potente ormai, con foto, video e chissà cos'altro: audio?
non so, per chi ha vissuto una fase quasi pionieristica del blog (nel settembre 2003 il primo post) e poi se ne è allontanato forse adesso è davvero troppo difficile ricominciare.
almeno per me. almeno per ora.
penso che mi prenderò ancora un po' di tempo, prima di ritornare quassù.
e poi.
e poi ci sono gli amici a cui avevo detto di questo mio spazio, e che ora vorrei non mi leggessero più, le persone che nel frattempo ho conosciuto, e hanno superato la barriera di questa mia identità virtuale.
val la pena mettersi in gioco, sapendo che ormai questo è un profilo pubblico, almeno per alcuni? val la pena coltivare uno spazio dove poter dire ciò che si vuole, senza però sentirmi libero di farlo appieno?
val la pena essere il me del blog e il me della vita reale tutto insieme?
martedì, 16 agosto 2005 questo blog, cui tenevo tanto, è ormai ridotto a uno sfacelo.
non lo aggiorno da mesi, e anche le immagini che avevo caricato non si vedono più...
sta assumento quasi proporzioni archeologiche, visitarlo...
venerdì, 29 aprile 2005 manco da questi schermi da più di un mese, lo so.
è che qualcosa è cambiato, intorno a me, e le mie confidenze via internet si sono un po' inaridite.
ora è solo tempo di capire se l'aridità è permanente, o solo temporanea.
mercoledì, 23 marzo 2005 forte, questa storia del bollino blu. l'officina
non mi aveva ancora fatto le verifiche che già campeggiava sul mio parabrezza
il bollino nuovo. questo la dice lunga sulla serietà dell'operazione.
ma tanto dell'inquinamento non gliene frega niente a nessuno, il bollino è
soltanto un'utile gabella da versare nelle voraci casse pubbliche... oltretutto
nemmeno troppo odiosa come altre: piccola la cifra e nobile lo scopo del controllo,
però intanto si paga per niente.
alla apple sono dei fighi: mi si conceda di dirlo in questo modo non proprio
elegante.
sono dei fighi, perchè da sempre sono all'avanguardia nell'abbinare dettagli
tecnici a un design affascinante, che rende i loro prodotti non solo diversi,
ma forse proprio migliori rispetto al mercato. di certo li rende anche più
cari, ma di questo paiono non preoccuparsi: l'appassionato apple è una
sorta di fondamentalista, che non abbandona la sua fede per questioni puramente
economiche. ragiona in termini più elevati.
forti di questa consapevolezza, e galvanizzati dal successo al di fuori di questa
nicchia di invasati (della quale, sia ben chiaro, faccio parte anche io) dell'iPod,
alla apple devono essersi un briciolo montati la testa. forse hanno creduto
di poter dominare il mercato, proponendo qualunque cosa in nome di una presunta
superiorità di valore aggiunto nel prodotto che vendono: come dire qualità
più marchio uguale status symbol. ma probablimente non è così,
e leggere articoli come quello qui sotto mi fa sorridere, perché è
sempre bello vedere presi in giro i potenti. anche se stanno simpatici.
iPod, mi dispiace, ma per quanto carino e fascinoso tu sia, non mi faccio abbindolare
dalla mela: se compro un lettore mp3 voglio che le caratteristiche siano le
migliori sul mercato, non una versione limitata....
per chi vuole saperne di più, e leggere l'articolo, basta cliccare qui.
messo nello scatolone da peix | | commenti martedì, 22 marzo 2005 la notizia di oggi è che ho scoperto il prossimo delirio tecnologico
che mi farà impazzire: il podcast.
in pratica, e molto alla grezza, si tratta di farsi una propria radio personale
e poi di rendere disponibili via web contenuti audio da scaricare e da ascoltare
liberamente da parte degli utenti che lo desiderano.
in sostanza, un fonoblog dove parole e musica si possono fondere a piacimento.
è tutto il giorno - complice la chiusura del numero di aprile del giornale
e l'assenza di tutti gli altri componenti della redazione, capi soprattutto
- che percorro internet alla ricerca di questo o quel sito, per farmi un'idea
su ciò che esiste. in italia e all'estero.
il prossimo passo? comprare un lettore mp3 portatile, ovviamente!
saperne di più?
www.podcast.net
www.podcastalley.com
messo nello scatolone da peix | | commenti domenica, 20 marzo 2005 ho visto la reggia di versailles.
ho visto la hoffburg e il castello di schönbrunn.
ho visto altre residenze reali, in varie parti d'europa.
e allora? e allora non avevo mai visto una reggia così viva, così
ben allestita e così piena di fascino come il castello
di racconigi, a pochi kilometri da casa mia. un castello reale
che ha saputo mantenersi nuovo e interessante anche con il passare del tempo.
un palazzo che punta ad essere visitato non solo dai turisti, che si bevono di
tutto in nome di una sorta di spirito d'avventura e di scoperta che ormai è
soltanto la brutta copia di se stesso, ma anche dai residenti nei suoi dintorni.
e così oggi sono andato a visitare il castello, che ospita fino
a lunedì 28 marzo una mostra che ha del meraviglioso: saudade,
si intitola, e propone un viaggio negli appartamenti di Carlo Alberto e Umberto
II di Savoia, tra emozioni, ricordi e scritti dei due sovrani accomunati dall'amore
per questo castello e dal destino che li volle entrambi esuli in portogallo. con
una audioguida che accompagna la visita con brani tratti dalle lettere scritte
dai due, frammenti di struggente malinconia e di pietosa umanità, si percorrono
alcuni ambienti privati del castello, allestiti in modo da sottolineare e rimarcare
le parole dei due re.
così la stanza da letto della regina Elena, madre di Umberto che in quella
stanza vi nacque, è tanto simile all'arredamento di un piroscafo da diventare
-nelle parole del figlio- l'immagine del suo destino, intimamente legato al mare,
suo rifugio e consolazione negli anni portoghesi. allo stesso modo lo studio privato
di Carlo Alberto diventa il luogo in cui il sovrano si spoglia del suo ruolo ufficiale,
vagheggiando la solitudine e il riposo che gli sono negati dalla sovranità.
e così ancora in altri ambienti, che diventano sale da pranzo ove si consuma
la decadenza di coloro che hanno perduto la propria Itaca, oppure bagni in cui
lo scorrere dell'acqua evoca il mare in tempesta, e le sorti avverse della famiglia
reale.
un'emozione davvero speciale, che consiglio a tutti coloro che riescano a raggiungere
questo sonnacchioso paesotto della provincia di cuneo. oltretutto la mostra costa
pure poco, e con pochi euro in più si può visitare anche tutto il
castello. a partire dalle cucine: altro straordinario ambiente di una reggia che
più che il simbolo di un casato reale è la personificazione del
ceto borghese. e se non bastasse il castello, un altro motivo di visita è
dato dal parco, sterminata distesa di verde e piante, allestito secondo lo stile
romantico in voga verso la metà dell'ottocento. è in questo parco,
alla luce di numerose fiaccole, che l'estate scorsa ho consumato una meravigliosa
cena romantica in compagnia della mia principessa.
ma questa, lo capirete, è un'altra storia.
sabato, 19 marzo 2005 Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
Dante, Inferno, 26, 118-120.
ci sono momenti in cui ci si accorge che qualcosa si è rotto, che il
legame che ci unisce con alcune persone si è fatto più sottile
rispetto al passato, e forse si è addiritura reciso. capita che questa
consapevolezza giunga all'improvviso, e che la semplice chiarezza che porta
con sè risulti quasi incredibile: è come se fosse infine acclarato
qualcosa che già si sapeva a livello latente, quasi inconsapevole.
succede, e non sai se sia più grande il dispiacere per come si sono evolute
certe cose o più tranquillizzante l'ammissione che in questo momento
non c'è niente da fare, che le circostanze sono così, e non cambieranno.
non a breve, per lo meno.
inutile indagare su responsabilità, meriti, colpe; inutile mettere in
piedi tentativi di cambiamento: non sarebbe giusto.
capita così quando le persone cambiano, quando gli equilibri su cui si
basava la convivenza di un gruppo vengono sbilanciati dall'ingresso di fattori
nuovi, quando si vuole esprimere un briciolo la propria personalità,
e non lasciarla in gabbia in nome delle regole dell'amicizia e del gruppo. capita,
forse più semplicemente, quando si cresce.
mi è tornato in mente ulisse, poco fa, e il suo accalorato discorso ai
suoi compagni di avventura nel momento della scelta più difficile: un
richiamo alla vera essenza dell'essere umano e alla sua necessità di
conoscere di più, di vivere per allargare i propri orizzonti. anche a
costo di fare scelte dolorose.
però le cose non vanno sempre così, apparentemente: e allora se
mi accorgo che le velleità di allargare i miei confini culturali, di
ampliare le mie conoscenze non sono condivisi nemmeno un po' dalle persone che
sono cresciute con me giunge il momento di ammettere che così come loro
non hanno alcuna intenzione di seguirmi in questo percorso, e di compierlo a
loro volta, così io non ho nessuna voglia di passare il mio tempo seduto
a tavola con loro a mangiare.
sarà che siamo cambiati, e che gli interessi non collimano più?
messo nello scatolone da peix | | commenti ieri sera ho acceso la televisione, e sono capitato su raitre e sulla trasmissione
sfide. parlavano di marco pantani e delle sue vittorie e sconfitte nello sport.
con un breve, brevissimo accenno alla vicenda doping. quasi una virgola in un
poema fatto di vittorie esaltanti e di momenti difficili derivanti da cadute,
fratture e altri problemi assortiti.
e allora mi chiedo: come è possibile?
che di un campione che ha unito tutta una nazione in un tifo quasi esagerato
si debba a tutti i costi conservare un ricordo immaccolato, nonostante sospetti
di doping e altre certezze?
che di un uomo che non ha saputo sottrarsi alla sua autodistruzione si voglia
ostinatamente celebrare la caparbietà con cui ha saputo rialzarsi e proseguire
di fronte alle avversità?
che di uno sport che appassiona le folle per la sua terribile etica della fatica
si continui a parlare come di un mondo nobile e pulito, quando lo sanno tutti
che invece è marcio fino al midollo?
non sarebbe più logico, in fin dei conti, provare a far luce sulle tante
ombre che ancora rimangono in quelle vicende? non sarebbe più giusto
celebrare la memoria di pantani con una lotta finalmente decisa ai trucchi e
alle pericolose conseguenze del doping nello sport?
messo nello scatolone da peix | | commenti venerdì, 18 marzo 2005 Jump the Shark
Con questa curiosa espressione, che deriva da un episodio di Happy Days, un sito
internet definisce il momento in cui una serie televisiva raggiunge il suo apice,
e inizia l’inesorabile declino. Di gradimento, ma soprattutto di contenuti.
Ho l’impressione che anche questo blog abbia saltato il suo squalo da un
bel pezzo.
comunque, volete leggere di più sugli squali e sugli show televisivi?
www.jumptheshark.com
mercoledì, 16 marzo 2005 la vera notizia di stasera?
che un'altra esponente della famiglia "Al Bano" cerchi di entrare nel mondo dello spettacolo passando dal generoso portone del reality...
mi immagino i valori della pressione arteriosa del pater familias... attenti, inviati de "la vita in diretta" & co.!!!
messo nello scatolone da peix | | commenti nel lavoro che faccio mi imbatto in centinaia di comunicati stampa, notizie
di manifestazioni diverse e lontane tra loro... eppure pochi hanno saputo catalizzare
la mia attenzione come quello di questa mostra che apre tra poco meno di un
mese al Castello di Rivoli.
che sarà pure luogo dello stupore e non più dell'arte come dice
il buon Philippe, che si troverà pure in un paese che la geografia sentimentale
del mio entourage amicale richiederebbe di espungere, però...
da martedì 5 aprile
Volti nella folla. Immagini della vita moderna da Manet
a oggi. La storia della modernità, delle relazioni sociali e dei
rapporti individuali ai tempi delle metropoli, tra incontri anonimi, solitudine
e rinnovamento della propria identità: un percorso attraverso opere d’arte,
fotografie, film e video di un centinaio di artisti tra Ottocento e Novecento,
da Manet agli artisti contemporanei passando per grandi maestri quali Munch,
Picasso, Ray, Duchamp, Cartier-Bresson, Magritte, Warhol.
Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, piazza Mafalda di Savoia,
Rivoli. Orario: da mar. a gio. 10-17; da ven. a dom. 10-21. Fino al
10 luglio.
lunedì, 14 marzo 2005 In quest’epoca in cui tutto è brand image, tutto è marketing del prodotto e delle sue particolari ed esclusive qualità non mi era ancora capitato di leggere ciò che ho letto poco fa:
Festa patronale di San Fedele: santo patrono dal 1631.
ecco che anche l’antichità dell’intitolazione patronale di una città diventa marchio di eccellenza.
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